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A che punto è la situazione generale del salvamento in italia ?

La stagione balneare italiana sta affrontando una criticità ormai evidente: la drastica riduzione del numero di assistenti bagnanti disponibili a garantire la sicurezza in mare. Una situazione aggravata dall’entrata in vigore del D.M. 85/2024, che ha introdotto criteri particolarmente restrittivi per la formazione degli operatori della sicurezza acquatica. Se non si interviene rapidamente, questa carenza rischia di diventare strutturale nel triennio già dal 2026 e ancor più dal 2027 e 2028, con ripercussioni dirette sulla capacità operativa di molti stabilimenti balneari e, di conseguenza, sull’intero comparto turistico nazionale.

Uno dei punti più critici del decreto – come segnalato da molti operatori del settore – è l’obbligo che i corsi siano tenuti esclusivamente da istruttori in possesso della qualifica di allenatore di secondo o terzo livello SNaQ, qualifica che oggi può essere ottenuta unicamente tramite la Federazione Italiana Nuoto, come chiarito anche da una nota esplicativa del CONI.  Rimane difficile comprendere perché figure storiche come gli istruttori, dotati di esperienza tecnica e formativa decennale (I.A.MA.S.), siano stati improvvisamente esclusi dalla possibilità di formare nuovi assistenti bagnanti, sostituiti da tecnici provenienti prevalentemente dall’ambito agonistico. È plausibile che questa scelta sia stata influenzata dall’esigenza di una maggiore uniformità europea nei criteri di qualificazione dei tecnici, così come è altrettanto lecito ritenere che la Federazione Italiana Nuoto abbia sostenuto questa impostazione, contribuendo a orientare il quadro normativo verso un modello formativo strettamente legato alle proprie qualifiche tecniche.

La conseguenza diretta di questa impostazione è duplice: da un lato si crea un monopolio di fatto nella formazione, dall’altro si riduce drasticamente la capacità del sistema di generare nuovi soccorritori acquatici qualificati, aggravando la carenza già in atto.

Un’ulteriore criticità rilevante introdotta dal D.M. 85/2024 riguarda l’innalzamento dell’età minima lavorativa a 18 anni per l’esercizio delle attività di assistenza bagnanti. Si tratta di una scelta che non tiene conto dell’andamento reale del mercato: fino ad oggi, infatti, la maggior parte degli assistenti bagnanti impiegati sulle spiagge italiane aveva tra i 16 e i 19 anni. Proprio in questa fascia d’età si concentra la maggiore disponibilità a lavorare nei tre mesi estivi, trattandosi prevalentemente di studenti che, durante la pausa scolastica, hanno la possibilità di dedicarsi ad attività stagionali.

Alla luce di ciò, sarebbe opportuno riconsiderare questa impostazione e ripristinare la possibilità per i ragazzi dai 16 anni in su di accedere all’attività di assistente bagnanti, ovviamente con adeguati percorsi formativi e sotto le necessarie tutele, come del resto già previsto nell’ambito lavorativo marittimo per l’iscrizione alla “gente di mare” presso le Capitanerie di Porto. Una revisione in tal senso consentirebbe di riallineare la normativa alle effettive esigenze del settore e di attenuare la carenza di personale qualificato che oggi rappresenta una vera emergenza nazionale.

È proprio dall’’analisi tecnica di tutte queste criticità che nasce il progetto del Polo del Salvamento italiano. L’obiettivo è costruire una risposta moderna, coordinata e altamente professionale, capace di ampliare l’offerta formativa, generare nuove figure qualificate e rinnovare i protocolli di sicurezza sulle coste italiane.

In qualità di responsabile nazionale del progetto Polo Italia del Salvamento, sarò proteso a sviluppare una rete strutturata e capillare, che coinvolga territori, operatori e istituzioni, per garantire un modello formativo efficace e adeguato alle reali esigenze del Paese.

Cosa e’ emerso dalla conferenza stampa del 27 novembre a Roma ?

Dalla conferenza stampa del 27 novembre è emersa con grande chiarezza un’urgenza che non può più essere rinviata: la necessità di affrontare la carenza strutturale di assistenti bagnanti qualificati in Italia. Il Presidente di FederBalneari Italia, Marco Maurelli, ha illustrato dati estremamente preoccupanti. Come evidenziato nel Dossier federale – ha spiegato Maurelli – oltre il 60% degli operatori attualmente in servizio ha già raggiunto o superato i 50 anni, cioè la soglia massima operativa stabilita dal D.M. 85/2024. Questo significa che, entro il 2027 (2028), sarà necessario formare e inserire nel mercato circa 150.000 nuovi assistenti bagnanti. Una cifra enorme, aggravata dall’imminente ampliamento dei piani degli arenili e dall’aumento delle concessioni demaniali marittime e lacustri»

Maurelli ha inoltre sottolineato che il problema non è soltanto quantitativo, ma anche qualitativo: il ricambio generazionale è insufficiente e i percorsi formativi, così come strutturati oggi, risultano troppo rigidi, poco accessibili e incapaci di soddisfare le necessità reali degli operatori del settore.

Un passaggio centrale della conferenza ha riguardato l’avvio dei corsi SNAQ 2 e SNAQ 3 dedicati alla formazione degli istruttori e dei maestri di salvamento non agonistico. Il Presidente di FIPSAS, Ugo Matteoli, ha espresso grande soddisfazione per la collaborazione avviata con FederBalneari Italia, dichiarando: “Questo protocollo ci permette di avviare un percorso che renderà FIPSAS uno dei principali player nazionali – dichiara Matteoli – nella formazione SNAQ per il salvamento. I nuovi percorsi formativi, pienamente conformi ai requisiti del D.M. 85/2024, rappresentano un elemento fondamentale per modernizzare le competenze, innalzare gli standard professionali e rispondere alle esigenze crescenti degli stabilimenti balneari e delle aree di balneazione, sia interne che marine.”

In sintesi, la conferenza stampa ha delineato un quadro molto chiaro: la collaborazione tra FederBalneari Italia e FIPSAS, attraverso il Polo del Salvamento, rappresenta la prima risposta strutturale a un’emergenza nazionale destinata a incidere profondamente sul futuro della sicurezza in mare.

Perchè FIPSAS come partner strategico ?

La scelta di individuare FIPSAS come partner strategico nasce direttamente dalla criticità evidenziata dal D.M. 85/2024 e dall’urgenza di mettere in campo una risposta solida e credibile alla carenza di assistenti bagnanti. Il Presidente Maurelli ha ritenuto che FIPSAS – Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee, organismo sportivo nazionale del CONI – rappresentasse il soggetto più idoneo a raccogliere questa sfida.

FIPSAS dispone infatti di competenze tecniche, formative e organizzative già consolidate a livello nazionale, europeo ed internazionale, che la rendono un interlocutore solido e perfettamente aderente alle necessità degli stabilimenti balneari. La Federazione possiede una presenza capillare sul territorio e una struttura interna abituata a gestire percorsi abilitanti, sicurezza in acqua, attività subacquee e protocolli operativi complessi.

L’obiettivo condiviso generale è quello di costruire un vero network nazionale che integri: i delegati territoriali di FederBalneari Italia, le strutture e i comitati FIPSAS presenti su tutto il territorio, le realtà istituzionali locali, ed infine i nuovi percorsi dedicati al BLSD e alla sicurezza operativa.

In questa visione nasce un modello di formazione di prossimità: ogni regione potrà disporre di corsi, centri abilitati e istruttori qualificati, con un abbattimento significativo dei costi, delle distanze e dei tempi necessari per ottenere la qualifica. È un approccio moderno e funzionale, che unisce le forze di due realtà nazionali con l’obiettivo comune di rafforzare la sicurezza in mare e garantire un ricambio professionale urgente e necessario.

Quale è il ruolo del progetto per formare nuovi professionisti e garantire sicurezza ?

Il ruolo del Polo del Salvamento è centrale per rispondere a un’esigenza ormai non più rinviabile: formare nuovi professionisti e garantire standard di sicurezza adeguati alle esigenze delle nostre coste e delle aree di balneazione interne. Il progetto nasce proprio con l’obiettivo di aumentare in modo significativo il numero di assistenti bagnanti qualificati, mettendo a sistema le strutture e le competenze già presenti sul territorio.

Il Polo punta a rendere la formazione più accessibile, riducendo tempi, costi e distanza dai centri abilitati; ad aggiornare in modo omogeneo i protocolli BLSD e l’utilizzo dei defibrillatori; e a creare nuove opportunità occupazionali, soprattutto per i giovani e per chi intende intraprendere un percorso professionale stabile nel settore della sicurezza acquatica. Allo stesso tempo, il progetto supporta il processo di revisione normativa previsto dal D.M. 85/2024, contribuendo a colmare le criticità emerse con l’applicazione del decreto.

Grazie alla collaborazione con FIPSAS, il Polo del Salvamento potrà innalzare gli standard tecnici della formazione e introdurre una didattica uniforme, certificata e pienamente rispondente alle reali esigenze degli stabilimenti balneari e delle strutture ricettive. Si tratta di un passo strategico per garantire un futuro più sicuro ai nostri arenili e per costruire un sistema di salvamento moderno, efficace e realmente sostenibile per il Paese.

Si va verso un nuovo modello istituzionale e normativo ?

Il progetto del Polo del Salvamento mira a costruire un nuovo modello istituzionale e armonizzare il quadro normativo capace di dare stabilità e prospettiva al settore della sicurezza in mare. L’obiettivo è creare un asse strutturato tra tutti i soggetti coinvolti: il Polo del Salvamento, il CONI, le federazioni sportive e tecniche, il Parlamento, il Governo, gli enti locali e le Regioni. Solo attraverso una collaborazione organica sarà possibile superare il gap formativo che, fino ad oggi, ha reso difficoltoso avviare percorsi di salvamento omogenei e realmente strutturati su scala nazionale.

Questa sinergia istituzionale è indispensabile non solo per rispondere alle criticità del presente, ma anche per aggiornare la normativa, armonizzarla con gli standard europei e garantire un modello formativo moderno, sostenibile e orientato alla qualità. L’ambizione è quella di creare un sistema stabile e coordinato che permetta finalmente al settore del salvamento di operare con regole chiare, percorsi certi e una rete nazionale in grado di produrre professionisti qualificati in quantità e qualità adeguate alle esigenze del Paese.

Colmare dunque il divario formativo per garantire il futuro del settore è la strada giusta ?

Il Polo del Salvamento rappresenta oggi una delle iniziative più significative per la sicurezza delle spiagge italiane.
Attraverso una rete nazionale coordinata, una formazione qualificata e un dialogo costante con le istituzioni, FederBalneari Italia e FIPSAS intendono colmare il divario che ha rallentato la crescita del settore e garantire un futuro più sicuro ed efficiente per stabilimenti balneari e utenti.

L’obiettivo finale è chiaro: mettere il Paese nelle condizioni di affrontare le prossime stagioni turistiche nel prossimo triennio innanzitutto con un corpo di assistenti bagnanti adeguato, preparato e pienamente operativo e restituendo serenità agli operatori e sicurezza a milioni di cittadini e turisti.