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Un grande progetto di rilancio tra navigazione interna, sicurezza idraulica e sviluppo sostenibile

La Litoranea Veneta è una storica idrovia che consente di raggiungere Trieste partendo dalla Laguna di Venezia, attraversando la Laguna di Marano e Grado e terminando nel Canale Isonzato, che si immette nel fiume Isonzo, da cui è possibile proseguire la navigazione verso il mare.

Sviluppandosi in parallelo alla costa, dalla Laguna di Venezia fino alla foce dell’Isonzo, la Litoranea si estende per circa 154 chilometri: 95 km in Veneto (di cui 20 gestiti dal Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche e 75 dalla Regione Veneto tramite Infrastrutture Venete S.r.l.) e 58 km in Friuli Venezia Giulia.

Una rete complessa di canali e fiumi

L’idrovia è composta da un articolato sistema di fiumi e canali navigabili, tra cui il Canale Pordelio, il Canale Casson, il fiume Sile(con il Taglio del Sile e la Piave Vecchia), il Canale Cavetta (che attraversa il fiume Piave), i canali Revedoli, Largon, Commessera (attraverso il fiume Livenza), dell’Orologio, Saetta-Palangon, Riello, Nicesolo, degli Alberoni, del Morto, Cavanella, dei Lovi, di Lugugnana e il Canale Nuovo, che attraversa il fiume Tagliamento.

Un’infrastruttura che affonda le sue radici nel Medioevo, quando veniva utilizzata per il trasporto delle merci, e che ha conosciuto uno sviluppo particolarmente intenso durante la Prima guerra mondiale, svolgendo un ruolo chiave nella logistica militare.

Un’infrastruttura strategica a livello europeo

Oggi la Litoranea Veneta fa parte del Sistema Idroviario Padano-Veneto, riconosciuto di preminente interesse nazionale dalla Legge n. 380/1990, ed è inserita nel Corridoio Mediterraneo della rete TEN-T, all’interno della Core Network europea.

Secondo la classificazione europea delle vie navigabili (CEMT), l’idrovia è attualmente idonea alla navigazione di unità di seconda e terza classe, con la prospettiva di un adeguamento alla quarta classe, necessario per rafforzarne l’attrattività e la competitività.

 

Il piano di rilancio e gli investimenti

Proprio in questa direzione si inserisce lo studio di fattibilità sviluppato nel febbraio 2021 da Infrastrutture Venete S.r.l., cheprevede il risezionamento straordinario della cunetta navigabile per l’adeguamento alla IV classe CEMT, insieme alla realizzazione di nuovi approdi, pontili, scivoli di alaggio e varo, con l’obiettivo di dare impulso allo sviluppo turistico e commerciale della navigazione interna.

Un contributo decisivo è arrivato dall’Europa: Infrastrutture Venete è risultata beneficiaria di un finanziamento nell’ambito del bando Connecting Europe Facility – CEF Transport 2020. Attraverso il progetto WIN IT, è stato assegnato un budget di 1,05 milioni di euro (finanziato al 50%) per la progettazione definitiva ed esecutiva del rilancio del tratto Venezia-Tagliamento, accompagnata da analisi socio-economiche svolte in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, finalizzate a valutare gli impatti sul turismo e sull’offerta locale.

 

Dragaggi, sicurezza idraulica e tutela del territorio

Un passaggio chiave per l’attuazione del piano è stato l’accordo tra Infrastrutture Venete e il Consorzio di Bonifica Veneto Orientale, che introduce un approccio innovativo alla gestione dei materiali di scavo. I sedimenti derivanti dai dragaggi non vengono trattati come rifiuti, ma riutilizzati per il rialzo delle arginature, contribuendo alla messa in sicurezza idraulica di territori oggi esposti a un rischio significativo. Un esempio concreto di integrazione tra navigazione, protezione del suolo e adattamento ai cambiamenti climatici.

Sulla base del nuovo Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP), il piano di rilancio è stato suddiviso in cinque lotti funzionali, per un investimento complessivo di oltre 154 milioni di euro, che interesseranno diversi tratti dell’idrovia con interventi di dragaggio, difesa spondale, messa in sicurezza e valorizzazione territoriale.

 

Cantieri aperti e opere concluse

L’iter è già entrato nel vivo con due progettazioni esecutive che hanno avviato interventi puntuali sulla rete: il dragaggio dei canali Revedoli e Largon, con il rialzo delle arginature (per un importo di circa 6 milioni di euro), e i lavori sui canali dell’Orologio a Caorle e Commessera (circa 900.000 euro), con avvio previsto entro gennaio 2026.

Queste attività si inseriscono in un quadro più ampio di opere già concluse o in fase di ultimazione nel 2025, per un valore di circa 5 milioni di euro, che hanno interessato il potenziamento delle conche di Portegrandi, Intestadura, Cavallino e Bevazzana, oltre alla realizzazione di nuove strutture per il diporto nautico a Caposile. La Litoranea Veneta si conferma così un progetto strategico per il rilancio della navigazione interna del Veneto Orientale.

 

La sicurezza idraulica: l’intervento alla conca di Bevazzana

Un capitolo fondamentale del progetto riguarda gli interventi di adeguamento per la sicurezza idraulica nel territorio di San Michele al Tagliamento, presso la conca di Bevazzana. L’opera rientra nel Piano degli interventi approvato con l’Ordinanza Commissariale n. 10 del 29 luglio 2021, emanata a seguito dei danni causati dalla Tempesta Vaia nell’autunno 2018, ed è stata finanziata per 1,5 milioni di euro.

L’intervento ha visto Infrastrutture Venete S.r.l. nel ruolo di Stazione Appaltante e il Genio Civile di Venezia come futuro gestore dell’opera. La conca, situata all’inizio del Canale Nuovo Lugugnana, ha uno sviluppo di circa 81 metri ed è delimitata da due porte vinciane.

 

Un sistema di difesa di primo livello

L’obiettivo è stato la realizzazione di un sistema di difesa idraulica di primo livello, da attivare in caso di emergenze di piena, a tutela dei territori circostanti e della vicina località balneare di Bibione. Il progetto ha previsto una paratia amovibile in panconi metallici, un’opera fissa in calcestruzzo armato, lavori di sistemazione arginale e il dragaggio dei sedimenti presenti nella conca e nei mandracchi.

Il percorso realizzativo è stato complesso, segnato da verifiche di bonifica bellica terrestre e subacquea, eventi meteo estremi, criticità operative e la necessità di risolvere il contratto con l’impresa inizialmente affidataria. Nonostante ciò, i lavori sono stati portati a termine nel luglio 2024, con collaudo statico a dicembre e consegna dell’opera al Genio Civile di Venezia il 30 gennaio 2025.

L’intervento rappresenta oggi un presidio fondamentale per la sicurezza idraulica del territorio, dimostrando come il rilancio della Litoranea Veneta non sia solo un progetto di navigazione, ma una strategia integrata di resilienza, tutela ambientale e sviluppo sostenibile.